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In pasticceria, prima arriva l’occhio e poi la bocca

03/10/2019

C’era una volta, Carosello: lo aspettavano i nostri genitori, perché era l’unico momento di vera pubblicità ma anche un momento di condivisione e di scambio di idee su ciò che veniva proposto.

Direi che le cose sono completamente cambiate, oggi si assiste più alla pubblicità che hai programmi televisivi.

Nonostante tutto, la pubblicità rimane sempre un’arma che, se saputa sfruttare, ci fornisce dei vantaggi non indifferenti e ci permette di andare avanti, raddoppiando, triplicando, quadruplicando la nostre vendite attraverso la proposta dei nostri prodotti.

Nello specifico, in pasticceria, la pubblicità, è estremamente utile per far sapere ai consumatori che esistono dei prodotti che riescono ad ottemperare ad ogni esigenza: del palato o del proprio organismo.

La vendita di un prodotto ha la stessa importanza della sua produzione, ne più e ne meno.

Dobbiamo considerare il fatto che in pasticceria sussiste una regola fondamentale: “prima arriva l’occhio, poi la bocca”; la presentazione è importantissima, è la prima forma di pubblicità.

 

Per vendere bene, una pasticceria deve seguire alcune regole fondamentali, una sorta di “sovoir faire” che racchiude in sé alcuni piccoli accorgimenti che, se messi in pratica, rendono alla clientela un servizio estremamente efficace. È molto importante la maniera di accogliere i clienti, di proporgli dei prodotti nuovi e di indirizzarli in funzione dei loro gusti, fondamentale la cura del personale sotto tutti gli aspetti – estetici e umani – il negozio deve essere un posto accogliente e familiare (clima, musica, luce sono elementi che devono essere studiati e curati).

Anche i costi del prodotto devono essere pari alla qualità e mai estremamente superiori: il cliente se ne accorge!

Ci è sempre stato detto che la pubblicità è l’anima del commercio, ma la prima mossa la fa il prodotto stesso che deve far parlare di sé, attraverso il suo valore.

Il tanto conclamato “martellamento pubblicitario”, che avviene attraverso vari mezzi (web, social, radio, televisione, tabelloni pubblicitari ecc.) ha un costo il più delle volte troppo elevato, tale per cui il mezzo non viene reso del tutto accessibile, ecco perché l’artigiano non può vivere nella speranza che un giorno possa permettersi un investimento simile, ma deve lavorare sodo affinché sia il cliente stesso, attraverso il passaparola, il suo primo mezzo di pubblicità. Un obiettivo facile ma non semplice da raggiungere. Come fare allora? Il prodotto che vogliamo vendere deve assumere un valore necessario, invogliando il cliente a reputarlo quasi indispensabile: perché va di moda, perché aperto ad esigenze alimentari; insomma tutti devono averlo ad ogni costo. Succede con la “torta del momento”: ve lo ricordate il periodo in cui tutti volevano la Setteveli?

Tutto questo è molto importante, ma ancora più importante è non creare false aspettative, attenzione a pubblicare la foto di un dolce meraviglioso a vedersi sui social, se poi quel dolce è immangiabile: può essere l’inizio della fine.

La pubblicità se fatta male può creare dei seri problemi. Serve uno stile, va fatta con criterio e non deve essere mai inopportuna, si deve saper entrare in empatia col consumatore e con egli instaurare un rapporto di fiducia.  

Lo si fa lavorando su tutto questo costantemente!

 

 

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