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Il mito di Cerere

 

Tutto ebbe inizio sul monte Enna quando il Dio Ade, stanco di rimanere solo negli inferi, volse il suo sguardo sulla Terra.

Si soffermò a Pergusa sulle rive del lago e rimase ammaliato dalla bellezza del luogo e dalla vivacità dei colori della natura, ad un tratto voci di fanciulle che stavano raccogliendo fiori in un prato lì vicino attirarono la sua attenzione.

Ade le osservò per bene e fra queste ve ne fu una in particolare che lo colpí, si trattava di Persefone, figlia della Dea Demetra protettrice del grano Siciliano e di Zeus. Ade rapì Persefone e la portò con sé agli inferi.

 

Demetra, in preda alla disperazione, entrò nella terra per andare alla ricerca della figlia e durante i nove giorni di ricerca, per il dolore, non fece germinare alcun seme sulla terra causando una terribile carestia.

Zeus mosso a compassione mandò Ermès, messaggero degli dei, a convincere Ade a lasciar andare la fanciulla. Ade acconsentì, ad un patto però, Persefone sarebbe potuta rimanere con la madre Demetra solo durante la primavera e l’estate per ritornare da lui negli inferi in autunno e in inverno.

Così il grano germina in primavera proprio per la gioia di Demetra che ha riavuto al fianco la figlia.

Da allora il grano maturo è rappresentato da Demetra, mentre quello appena cresciuto verde è rappresentato da Persefone.

Demetra fu poi adottata dai romani con il nome di Cerere, da cui il nome di cereali.

 

 

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