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I colori della terra

12/02/2018

È facile distinguere i colori di un bel dolce o di un bel piatto, ognuno di essi rappresenta un diverso ingrediente, che combinato con altri, genera una meraviglia culinaria.

Ma che colore hanno i prodotti della terra?

Giallo il grano, bianco lo zucchero e la panna, rosso la fragola, verde la menta, arancione l’arancia. Ma forse non diamo il giusto peso a questi “ingredienti speciali”.

Ad esempio, il grano per noi siciliani ha una storia lunga migliaia di anni, la Sicilia stessa è stata nominata Granaio D’Italia, e Caltanissetta “Granaio della Sicilia”. La tradizione di questo cereale è davvero antica, diverse le modalità di cultura, diverso il colore, diversa la forma, il gusto, le proprietà, i benefici al nostro corpo. Ad oggi, si contano 52 varietà di grano siciliano.

Il grano, coltivato in ettari di terreno, rende unico anche il paesaggio della Sicilia. Lunghe distese di terra che “frusciano” col rumore del vento, un’armonia di colore e suono in un territorio meraviglioso, come sentire il rumore del mare dentro una conchiglia. Tutto sembra veramente perfetto.

Da qui si passa alla parte più tecnica. Le diverse qualità di grano rendono unico ogni portata, che sia un piatto di pasta col pomodoro o un bignè, o il pan di spagna delle torte, o semplicemente un pezzo di pane.

Uno dei grani siciliani più famosi è la Tumminia, coltivato in particolare nelle valli del fiume Salso Imera Meridionale. Ha un breve ciclo con semina a Marzo, diffuso soprattutto prima della seconda guerra mondiale, seminato dopo autunni piovosi, quando sarebbe stata impossibile la crescita di altri grani. È un grano duro che permette la produzione di pani a pasta dura di colore scuro ma con alta digeribilità e capace di durare molti giorni.

Oggi questo grano viene anche utilizzato per la produzione di birra artigianale.

La tradizione del grano riporta anche ad una parte della storia di Caltanissetta, quando la coltivazione del frumento era fonte di vita per la città, riallacciandosi anche alla festa del Santo Patrono.

 

Sono poche e rare le immagini che si possono vedere di quel periodo, ma proviamo ad immaginare una città dell’entroterra siculo, anni 50, in lenta ripresa dopo la guerra. Festa di San Michele, 29 settembre, un solo lampione acceso in piazza. Ecco che improvvisamente, quando il Santo arriva in piazza, che si accendono tante piccole luci che da terra iniziano a salire verso il cielo. Cosa sono? Delle lanterne di carta che con il calore della candela accesa volano verso il cielo, illuminando la città. A seconda della direzione del vento, i contadini avrebbero saputo il tipo di clima a cui si sarebbe andati incontro durante l’inverno, e di conseguenza il tipo di grano da coltivare.

Tradizioni ormai perse ma che danno un’immagine molto particolare alla nostra storia, al nostro passato.

Ecco un esempio di come i colori della terra riescono a stimolare la fantasia ed emozionare il palato, dando ad ogni dolce un sapore particolare, che richiama alle origini di una terra ancora forte.

 

 

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