• Facebook - White Circle
  • Twitter - White Circle
  • Instagram - White Circle
  • YouTube - White Circle

Glutine e patologie correlate

 

Il glutine, un aggregato macromolecolare costituito essenzialmente da proteine di alcune varietà di frumento, è responsabile di fenomeni di tossicità cellulare che ad oggi rimangono in larga parte sconosciuti nei loro meccanismi. Queste conseguenze si manifestano in una significativa fetta della popolazione con una sintomatologia complessa descritta col termine di sindrome celiaca o morbo celiaco. I sintomi del tratto gastro-intestinale (GI), per lungo tempo, sono stati utilizzati quasi esclusivamente come strumento per formulare diagnosi, prognosi e percorso terapeutico della malattia. L’acquisizione di ulteriori conoscenze sui meccanismi patogenetici e sui marcatori diagnostici e di monitoraggio ha chiarito il fatto che molti altri distretti e funzioni oltre a quelli/e del GI possono essere interessati da questa complessa patologia. Di conseguenza, un numero molto più ampio di soggetti viene diagnosticato prendendo in considerazione ad esempio la funzione immunitaria, lo sviluppo muscolo-scheletrico dell’individuo e alcuni aspetti neurologici che fanno parte dei moderni protocolli d’indagine clinica. Infatti, la prestigiosa rivista medica “The Lancet” ribadisce in un recente articolo quanto segue: “per migliorare il livello delle diagnosi, la convinzione medica che la sensibilità al glutine sia una malattia esclusivamente intestinale, deve essere cambiata”. Inoltre, queste nuove conoscenze hanno permesso di evidenziare in alcuni casi fenomeni che non sono ascrivibili a una vera e propria intolleranza, ma piuttosto a una cosiddetta “sensibilità” al glutine. Quest’ultimo concetto sta suscitando sempre maggiore attenzione in ambito clinico e nutrizionale essendo un problema reale per un numero importante di persone. La gluten sensitivity (GS) è una sindrome caratterizzata da molteplici sintomi intestinali e/o extraintestinali, che si manifestano in breve tempo dopo l’assunzione di glutine, che  migliorano o scompaiono dopo la sua eliminazione, in soggetti cui la diagnosi di celiachia è stata esclusa. 


In quest’ultimi anni numerose ricerche hanno fatto emergere il possibile ruolo pro-infiammatorio del glutine. Un recente studio, che ha coinvolto 1095 soggetti, ha rilevato elevati livelli di α2-macroglobulina (proteina infiammatoria), in coloro che consumavano il glutine giornalmente, rispetto a coloro che seguivano una dieta gluten-free.

 

Oltre a favorire lo stato infiammatorio, potrebbe avviare delle vere e proprie patologie per l’interazione con le  transglutaminasi extraintestinali. Il glutine riuscirebbe a penetrare la barriera gastrointestinale dopo che questa è stata danneggiata, con un’infiammazione cronica silente, dallo stesso glutine e da altre proteine alimentari, come la caseina del latte vaccino. Il glutine, una volta in circolo andrebbe ad interagire, secondo la predisposizione genetica dell’individuo, con le transglutaminasi extraintestinali, quest’ultime presenti in quasi tutti gli organi: muscoli, ossa, sistema nervoso, tiroide ecc. Il glutine, una volta avviata l’interazione, comportarebbe una serie di meccanismi a catena che culminerebbero con lo sviluppo di patologie autoimmuni.

Oggi molte patologie autoimmuni, circa 250, sono state correlate all’introduzione di glutine e di altre proteine alimentari: sclerosi multipla, tiroidite di Hashimoto, diabete di tipo 1, fibromialgia, morbo di Crohn e moltre altre. Vorrei specificare che eliminare solamente il glutine, dopo che si è sviluppata la patologia, non porta a grandi risultati perchè è vero che il glutine può essere stato uno dei primi colpevoli, ma è anche vero che l’alimentazione che viene praticata da molte persone porta l’organismo a infiammarsi continuamente. In questi casi bisogna seguire dei particolari protocolli alimentari specifici per le malattie autoimmuni. 
 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

© Pasticceria Bilardo 2016. All rights reserved. P.IVA 01628820852 

Engineered by: VLab Communications