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Uke Mochi: il cibo attraverso l’arte


La rubrica porta il nome di Uke Mochi (受け餅) divinità Shintoista, giapponese, del cibo; figlia delle divinità Izanagi e Izanami.

“Un giorno Tsukuyomi, (Dio della luna), e da Amaterasu (Dea del sole) visitarono Uke Mochi. Per accogliere Tsukuyomi, la Dea decise di preparare personalmente un banchetto: affacciandosi verso l’oceano sputò un pesce, girandosi verso la foresta della selvaggina uscì dalla sua bocca, ed infine girandosi verso una risaia, tossì una ciotola di riso.

Tsukuyomi, altamente disgustato, decise di ucciderla sul posto. Amaterasu pianse la sua cara amica e litigò con Tsukuyomi; da quel momento in poi la luna ed il sole non furono visti mai più assieme.

Il corpo di Uke Mochi comunque continuò a produrre cibo anche se non più vivo: da varie parti del suo corpo si crearono miglio, riso, cereali, e fagioli. Le sue sopracciglia invece divennero bachi da seta. Amaterasu prese poi tutto il cibo e lo donò agli umani”.


Spero Vivamente che gli articoli possano essere uno strumento tramite il quale possiate riscoprire la bellezza del rapporto tra arte e cibo.

Miriam Caruso

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