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LA DOLCE... ITLIA: Sardegna


Corigheddos

Un tempo a Nuoro, dove le tradizioni erano particolarmente radicate, in occasione dei matrimoni madre, suocera e madrina della sposa si impegnavano nel preparare questo dolce “gioiello“ con il quale omaggiavano la futura moglie. In linea di massima il dono era formato da nove cuori con disposti tutti intorno altri cuoricini. Sta tutta nel ripieno la bontà dei Corigheddos: si preparano macinando scorza d’arancia, mandorle e miele fino a ottenere un composto omogeneo. A questo punto, servendosi di una normale sfoglia piuttosto sottile, si avvolge la gustosa farcia, si decora con motivi geometrici o floreali, si cuoce e, volendo, si cospargere la superficie con mompariglia colorata.

Zippulas e fristjoli longhi

A caratterizzare le feste carnevalesche, un po’ in tutta Italia, sono le fritture. Zuppulas, fristjoli longhi e meraviglias arrivano così sulla tavola sarda. Le prime due sono tipiche preparazioni che solo in Sardegna il carnevale porta con sé. Fatte di uova, farina, strutto, zucchero, sale, succo e buccia grattugiata di arancia, acquavite, acqua di fiori d’arancio, latte, lievito di birra e zafferano, le zippulas sono lunghe frittelle. In alcune zone è tradizione inserire nell’impasto anche pecorino fresco grattugiato e patate lesse. Originali per dimensioni, i fristjoli longhi sono il classico dolce del carnevale gallurese. Si preparano amalgamando farina, zucchero, uova, scorze di agrumi, lievito, acqua e sale. Vanno consumati caldi e cosparsi con miele amaro fuso


Foto: cookpad.com ricettedisardegna.it

Autore: Marco Miccichè

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