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LA DOLCE... ITALIA: Valle D’Aosta



Montebianco


In questo primo articolo della nuova rubrica "La dolce... Italia", ci occuperemo della regione Valle d’Aosta. Potrebbe essere di un anonimo pasticcere francese il progetto dolce dedicato al Monte Bianco. Comune anche in Piemonte e in Lombardia, è fatto con un impasto di marroni, latte, zucchero, vaniglia, rum, panna, marron glacé. La preparazione più comune consiglia di incidere i marroni su un lato, sbollentarli in acqua salata, sbucciarli e metterli a cuocere per 40 minuti, coprendoli a filo con latte zuccherato e una stecca di vaniglia affinché risultino ammorbiditi. Si passa dal setaccio (o con lo schiacciapatate) e, dopo aver tolto la stecca di vaniglia e averli aromatizzati con il rum, si raccoglie la purea di castagne in un vassoio dandole la forma di una montagna e si mette in frigorifero. Si serve con panna montata decorando con marron glacé. Comunque le possibilità di arricchimento decorativo sono pressoché infinite.


Tegole

Assieme alla fontina e al genepì, costituiscono una delle specialità più note della Valle d’Aosta. La produzione iniziò nei primi anni 30 del Novecento, forse sulla base di una ricetta francese. Il nome deriva dalla forma ondulata che i dolci assumevano quando, dopo la cottura, erano messi ad asciugare su un mattarello o su un’altra superficie cilindrica. Gli ingredienti delle tegole sono mandorle dolci (più qualcuna amara) e nocciole tritate, farina, zucchero e albumi leggermente sbattuti. Si stende uno strato sottilissimo di impasto su una placca da forno e si fa cuocere per cinque minuti. Con uno stampino circolare si tagliano dischi del diametro di 5 o 6 cm, si inforna ancora per qualche minuto in modo da far asciugare completamente l’impasto. Le tegole accompagnano tradizionalmente la crema di Cogne (dolce al cucchiaio ricco, tipico della tradizione culinaria valdostana).



Torcerti


Biscotti secchi a forma di ciambellina, sono tipici di Saint - Vincent e si producono in tutta la regione e in Piemonte. Pare ne fosse ghiotta la regina Margherita, moglie di Umberto I di Savoia, che durante i suoi soggiorni in Valle d’Aosta chiedeva che i servitori ne facessero adeguata scorta. La lavorazione richiede pazienza: per prima cosa si impastano la farina e lo zucchero con un po’ di acqua tiepida, poi si aggiungono il lievito di birra diluito e un pizzico di sale. Si lascia riposare per un’ora, poi si amalgama il burro ammorbidito e si lascia riposare per un’altra ora. Si riprende il composto da cui si ricavano bastoncini rotondi lunghi 10-12 cm, che saranno ripiegati, uniti all’estremità formando delle ciambelline e infine infornate a 180 °C per 35 - 40 minuti.


Foto: Blog Giallo zafferano, aosta.italiani.it

Articolo di Marco Miccichè


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