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UKE MOCHI - Il cibo attraverso l'arte: Babilonesi ed Egiziani



Molti di noi ricorderanno i babilonesi (pietra miliare dell’età antica) solo grazie al codice di Hammurabi o ai giardini pensili situati in Babilonia. Non tutti sanno che…Nel 1985 Jean Bottero decifrando alcune tavolette, scoprì quello che sembra essere il più antico ricettario al mondo. Scritto in accadico, il libro sembra essere stato scritto intorno al 1700 A.C. Le tavolette rivelano 25 ricette, con grande enfasi su speziati e aromatici stufati di carne di cacciagione (Cervo, gazzella, agnello, montone e piccioni), alcuni ingredienti sono purtroppo ignoti, poiché ad oggi si è in grado di tradurre solo il suono delle parole scritte. Oltre alle tavolette decifrate da Bottero, altri reperti indicano l’ampia gamma di cibi consumati dai Babilonesi e dai Sumeri. Una sorta di dizionario sumero-accadico e accadico-sumero costituito da 24 tavolette fornisce termini nelle due lingue per oltre 800 diversi cibi e bevande. Un testo descrive persino quella che sembra una salsiccia o comunque un tipo di insaccato: un involucro esterno fatto da budello di animale, riempito di carne. Sappiamo inoltre che i pasti erano accompagnati probabilmente dalla birra, allora già apprezzata: 3900 anni fa una poesia sumera dedicata alla divinità Ninkasi, ne contiene la più antica ricetta esistente e descrive la preparazione a partire dall’orzo per mezzo del pane.Esploratori, Medici, Ingegneri, Astronomi, gli Egizi rappresentarono la chiave di svolta dell’età antica, anche in cucina… I meloni furono tra le prime colture egizie (raffigurati nelle tombe egizie fin dal 2.400 a.C. e vennero citati nella documentazione storica greca intorno al III secolo a.C.), insieme ad orzo, farro, legumi,uva, mandorleedatteri. La liquirizia, considerata un afrodisiaco, fu molto apprezzata in cucina: pare che Tutankhamon la consumasse prima dei suoi incontri romantici. Le prime testimonianze di dolci nell’antico Egitto risalgono al 2.000 a.C.. Alcune raffigurazioni scoperte all’interno di tombe dell’XI dinastia ne mostrano la realizzazione all’interno di templi allo scopo di creare offerte agli dei. Circa 3.000 anni fa gli Egizi producevano caramelle composte da miele, erbe aromatiche, spezie e frutti acidi. I dolci più comuni sono rappresentati da: torte realizzate con miele e sesamo, dolci a base di cipero (dopo aver tritato il tubero in piccoli frammenti, si aggiungeva miele, spezie e pezzi di datteri prima di modellare il composto in piccole sfere). La bevanda consumata da quasi tutti gli egiziani era la birra, prodotta utilizzando pagnotte parzialmente cotte di orzo sbriciolate in una mistura di acqua e orzo. Trascorso il certo periodo di fermentazione, il composto veniva filtrato e, se necessario, speziato con fichi e datteri. La birra egizia aveva un contenuto di alcol variabile, anche se la più comune conteneva l’8-9% di alcol. Si utilizzavano vasi differenti in base alla gradazione: i vasi rossi indicavano una gradazione alcolica standard, quelli neri erano destinati alla birra più potente, mentre i vasi di altro colore venivano impiegati per la birra aromatizzata.

Articolo di Miriam Caruso

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