• Facebook - White Circle
  • Twitter - White Circle
  • Instagram - White Circle
  • YouTube - White Circle

Come mangiare il panettone senza alcun senso di colpa


Il Natale è da sempre una festa magica, è il periodo delle festività più lungo, ma anche quello in cui, soprattutto nella tradizione siciliana, si mangia molto di più! E qui, parte il dilemma: mi privo o mi strafogo? Come dicevano i filosofi medievali “in medio stat virtus” ma sappiamo che nella realtà è davvero difficile resistere alle mille tentazioni. E quindi… che se fa? Di sicuro, sarebbe meglio evitare ogni genere di prodotto confezionato e preferire piuttosto tutto ciò che è artigianale. Insomma, prodotti di cui sai pure la provenienza delle materie prime! Ciò che spesso non è facile e immediato da intuire è che non è la singola fetta di panettone a far male, ma le materie prime di cui questo prodotto è composto. Se la pensassimo così allora non dovremmo più mangiare dolci… ma diciamoci la verità, è proprio una mission impossibile! E i prodotti confezionati non sono proprio lo sgarro adatto se hai scelto di vivere seguendo un regime alimentare sano, semplicemente perché alla base di questi vi è una diversa lavorazione rispetto ai prodotti usciti da un laboratorio artigianale.

Non so se lo sai, ma l’Italia detiene il primato per l’industria alimentare, in particolare per la lavorazione dei panettoni.

Le industrie e i laboratori artigianali hanno entrambe l’obbligo previsto dalla legge di immettere le stesse materie prime per la lavorazione del panettone, con un tempo di lievitazione minima pari a 12 ore. Ciò che cambia però nel caso del laboratorio artigianale, e quindi delle pasticcerie, è che queste nella maggior parte dei casi procedono a perfezionare il processo di produzione e lievitazione, introducendo materie prime locali e aumentando le ore di lievitazione della pasta. Queste componenti danno come risultato finale un panettone dal sapore più leggero. E inoltre, mentre le industrie, che producono su larga scala con l’obiettivo di vendere i propri prodotti fino a 6 mesi dopo la produzione, le pasticcerie realizzano panettoni con data di scadenza massimo a due mesi. Nel caso delle industrie vengono infatti immessi dei conservanti ovviamente consentiti dalla legge, ma che al palato modificano completamente il gusto del panettone. La differenza quindi tra un panettone artigianale e uno industriale si sente eccome, ma ne risente anche il nostro organismo, il quale, piuttosto che ingerire un prodotto super lavorato, ne ingerisce uno di alta qualità e quindi meno dannoso. In definitiva, per questo Natale regolatevi così: comprate un buon panettone artigianale, concedetevi lo sgarro delle feste, senza esagerare, ma con la consapevolezza di non inquinare il vostro stomaco. Noi della pasticceria Bilardo vi aspettiamo!

Buone Feste!


 POSTS