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Frutta disidratata e i suoi vantaggi nutrizionali


La frutta disidratata è quella frutta che tramite dei processi di essiccazione sia naturale (Sole) sia con speciali essiccatori ha perso un certo quantitativo di acqua ottenendo un tempo di conservazione più lungo rispetto alla frutta fresca. La frutta disidratata è una preziosa fonte di potassio che aiuta il nostro sistema cardiovascolare contrastando il sodio, minerale in eccesso nell'alimentazione occidentale; quella fresca è ricca di minerali, vitamine e soprattutto composti fenolici che aiutano a contrastare l’infiammazione del nostro organismo ma soprattutto prevengono le patologie tumorali; è ricca di fibra solubile che rappresenta un ottimo nutrimento per la flora batterica intestinale.

La frutta disidratata consente un uso di quei frutti che normalmente non si riescono a reperire freschi sul mercato come ad esempio i mirtilli, ricchi di antiossidanti importantissimi per la salute degli occhi. Famosi sono i fichi secchi per la loro azione lassativa garantita dalla ricchezza di mucillagini. Azione lassativa presente anche nelle prugne secche che inoltre contengono un nocciolo con particolari azioni antiacide. Chi ha emicranie dovute ad acidità di stomaco, tenere in bocca, come una caramella, il nocciolo della prugna secca garantisce un effetto lenitivo sulla mucosa gastrica. Meno famosa ma molto importante è l’azione mucolitica dei datteri secchi. Al risveglio, quando vi sentite del muco in gola, provate ad assumere due datteri secchi e vedrete immediatamente come ritorna “vivace” la vostra voce.

Un vantaggio elevato della frutta disidratata rispetto alla frutta fresca è l’impatto sul sistema intestinale in particole sulla fermentazione. Molte persone soffrono di intestino irritabile e la frutta fresca è uno di quei cibi che va a scatenare i disturbi di fermentazione; infatti la frutta fresca è ricca di FOS e GOS che sono degli zuccheri non assimilabili dal nostro intestino e che vengono consumati dai nostri batteri intestinali con la produzione di gas e quindi colite. Questi zuccheri, FOS e GOS, se riscaldati, si scindono divenendo degli zuccheri semplici facilmente assimilabili dalla mucosa intestinale e quindi non arriveranno mai a “sfamare” i batteri cattivi presenti nell'intestino delle persone sofferenti di sindrome dell’intestino irritabile. Per questo la frutta disidrata risulta più dolce ma ovviamente e anche più calorica. Vanno bene due porzioni ma l’assunzione di più di due frutti disidratati comporterebbe un aumento del peso corporeo e anche della micro infiammazione.

Ultimo accorgimento è quello di fare attenzione alla frutta disidrata che acquistate. Leggete gli ingredienti e tra di essi non ci devono essere zuccheri o sciroppi vari. La frutta disidrata è già dolce di suo non c’è bisogno di altro zucchero. Altro accorgimento è che la frutta disidrata non deve essere stata trattata con anidride solforosa un conservante abbastanza fastidiosa per il nostro organismo. Concludo consigliandovi di sostituire lo zucchero bianco dei vostri dolci con la frutta disidrata che sminuzzata in piccole parti e amalgamata insieme alla farina del vostro dolce, garantisce un ottimo risultato sia in termini di “palato” ma soprattutto da quel sapore dolce starete assumendo anche degli importanti nutrienti.


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